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14 gennaio 2009
IDEE E PROGETTI PER LA CULTURA

Gli Amministratori del Partito Democratico condividono le loro esperienze

lunedì 19 gennaio, presso il centro culturale “l’Isola”

di Chiaravalle Via G. Bruno 3 ore 15,30

Carissime/i,

raramente abbiamo l’occasione di raccontarci quello che abbiamo fatto nella nostra attività amministrativa, di scambiarci opinioni ed esperienze che potrebbero esserci reciprocamente utili. Molto spesso a distanza di pochissimi chilometri, assessori dello stesso schieramento e addirittura dello steso partito, ignorano le iniziative e le attività l’uno dell’altro.

L’appuntamento a cui ti invitiamo, insieme agli altri assessori alla cultura, ai dirigenti politici e agli amministratori che seguono questo settore nella regione Marche, ha proprio questo scopo: raccontarci esperienze amministrative e politiche e metterle a confronto.

Come risultato di questa giornata costruiremo una sorta di “decalogo” di punti irrinunciabili per l’azione politica e amministrativa del nostro Partito e delle Giunte a cui partecipa, sulla base del quale organizzeremo un importante Convegno durante il quale formalizzeremo anche il Forum sulla Cultura.

Il documento definitivo che ne uscirà sarà sottoposto ai candidati del PD e delle coalizioni che affronteranno la campagna elettorale del 2009, perché ne tengano conto nella stesura dei loro programmi elettorali.

Non mancare cordiali saluti,

La Segretaria                                                  La Responsabile regionale Beni e Attività Culturali

Sara Giannini                                                                         Marta Costantini


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13 gennaio 2009
Venerdì Tavola Rotonda su Economia, Lavoro, Stato Sociale
12 gennaio 2009
Gaza: dal Pse un appello per la fine delle violenze
Da Rose Rosse d'Europa riceviamo e pubblichiamo quanto segue
  
Il Gruppo PSE al Parlamento Europeo:
1 Esprime la propria più profonda indignazione per le violenze nella Striscia di Gaza e per le conseguenze dello sproporzionato uso della forza da parte dell’esercito israeliano, causa di centinaia e centinaia di vittime, una larga parte delle quali civili, tra cui anche numerosi bambini.
Deplora fortemente che obiettivi civili e delle Nazioni Unite siano stati colpiti; chiede a Israele di rispettare i propri obblighi in materia di diritto internazionale e di diritto internazionale umanitario, nonché di permettere alla stampa internazionale di seguire gli eventi sul campo. Chiede ad Hamas di interrompere il lancio di razzi e di assumersi le proprie responsabilità impegnandosi in un processo politico che conduca alla ripresa del dialogo inter-palestinese e dei negoziati in corso.
2 Chiede un cessate-il-fuoco immediato. Il cessate-il-fuoco, che deve comprendere anche un ritiro dai territori rioccupati in questi ultimi giorni, e la tregua negoziata dovrebbero essere garantiti da un meccanismo predisposto dalla comunità internazionale al fine di permettere il dispiegamento, lungo i confini della Striscia di Gaza, di una forza multinazionale che includa anche i Paesi arabi e musulmani. Invita l’Unione Europea ad appoggiare ogni accordo raggiunto presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
3 Domanda con forza alle autorità israeliane di permettere che i viveri, l’aiuto medico più urgente e il carburante possano essere consegnati attraverso l’apertura di valichi e la rimozione del blocco della Striscia di Gaza. L’annuncio dell’apertura di un corridoio umanitario a Rafah è un primo passo che deve essere urgentemente realizzato. Chiede alle istituzioni europee ed agli altri donatori internazionali, in cooperazione con le Nazioni Unite e le Organizzazioni Non-Governative, di fornire un livello di aiuti adeguato in vista delle crescenti necessità e chiede ad Israele di non ostacolare questo sforzo umanitario essenziale. Questo aiuto potrebbe contribuire a ricostituire gradualmente una ripresa economica nella Striscia ed a ricreare condizioni di vita dignitose per la popolazione palestinese, in particolare per i più giovani.
4 Considera che la riattivazione immediata degli “Accordi su Movimento e Accesso” e dei “Principi Negoziati per il Valico di Gaza”, del settembre 2005 tra Egitto, Israele e Palestina dopo il ritiro unilaterale di Israele da Gaza, deve essere garantita senza alcuna restrizione. L’Unione Europea potrebbe dare un contributo essenziale in questo senso riattivando la propria missione di monitoraggio a Rafah.
5 Ribadisce che non può esistere alcuna soluzione militare per il conflitto israelo-palestinese e ritiene che sia il momento per un accordo di pace complessivo e duraturo che tenga conto dei negoziati condotti finora da entrambe le parti. Una conferenza internazionale promossa dal Quartetto e con la partecipazione di tutti gli attori regionali, sulla linea dei precedenti accordi tra Israeliani e Palestinesi e dell’iniziativa di pace della Lega Araba, potrebbe essere messa in atto nel perseguimento di tale obiettivo. Considera che un rinnovato sforzo per la riconciliazione tra i Palestinesi sia un passo essenziale in questa prospettiva.
6 Sottolinea nuovamente che ogni rafforzamento delle relazioni politiche tra Israele e l’Unione Europea deve essere fortemente condizionato al rispetto del diritto internazionale umanitario, a un impegno concreto verso un accordo di pace complessivo, alla fine della crisi umanitaria a Gaza e nei Territori Occupati e al rispetto della piena attuazione dell’Accordo di Associazione tra Unione Europea e Autorità Palestinese. Finché la situazione rimarrà così critica, il Gruppo PSE manterrà la propria posizione negativa sul voto del parere del Parlamento Europeo su una più avanzata partecipazione di Israele ai programmi comunitari.
7 E’ preoccupato per le serie conseguenze della recrudescenza del conflitto sulla vita quotidiana dei cittadini della regione e sulle speranze di una pace duratura in tutto il Medio Oriente; sottolinea altresì il rischio di nuocere alla comprensione reciproca ed al dialogo tra tutte le comunità in Europa.
8 Chiede urgentemente all’Unione Europea di assumere un ruolo politico più forte ed unito, come fu nel caso della crisi in Libano nel 2006 e della recente crisi tra Georgia e Russia. Nella propria azione, l’Unione Europea deve cogliere l’opportunità di cooperare con la nuova amministrazione statunitense e di porre termine al conflitto con un accordo basato sulla soluzione “due popoli, due Stati”, dando finalmente la possibilità ad Israeliani e Palestinesi di vivere fianco a fianco in pace e sicurezza. Questo sarebbe un contributo enorme all’obiettivo di creare una nuova struttura pacifica di sicurezza regionale in Medio Oriente.
9 Invita i propri Membri, in collaborazione con i partiti del socialismo europeo, con gli altri movimenti progressisti e con le organizzazioni non-governative, a promuovere attivamente tra l’opinione pubblica europea una campagna politica centrata sul forte appello per la pace in Medio Oriente.

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11 gennaio 2009
Solo premi e tutti a carico di Fermo

La proposta dei Democratici approvata a larghissima maggioranza dalla direzione provinciale del partito chiude all'ipotesi degli incentivi a carico della nuova provincia di Ascoli Piceno.

di Renato Pierantozzi, Il Messaggero

Addio definitivo all'incentivo per i trasferimenti a Fermo. Il Pd provinciale, nell'assemblea di venerdì sera, ha chiuso definitivamente la porta al bonus, ma la novità clamorosa è la “retromarcia” unitaria dei sindacati. E' questo il colpo di scena dell'ultim'ora che chiude una settimana di feroci polemiche soprattutto tra il Pd e il presidente Massimo Rossi. «Meglio il rimborso spese per tutti», è il senso di un documento siglato venerdì da Cisl, Uil, Ugl ed Rsu della Provincia. Mancava la Cgil impegnata in una riunione del direttivo regionale ma il segretario Francesco Neroni si mostra anche lui d'accordo. «Era questa dice la mia posizione sin dall'inizio. Non ho difficoltà a sostenerla adesso anche se ritengo che la Provincia non debba essere lasciata sola in questa fase e debba essere aiutata dalle altre Istituzioni (Regione e Stato) perché da sola non ce la fa». «I trasferimenti aggiunge Neroni debbono essere attuati guardando non solo la categoria professionale, ma anche il profilo per non danneggiare la funzionalità futura dell'ente». Il nuovo documento sindacale sarà discusso con il presidente Rossi nell'incontro convocato per martedì mattina alle 9,30. Poi entro il 15 gennaio si terrà l'assemblea del personale della Provincia alla sala del Piceno Consind.

E il Pd? La “virata” dei sindacali è arrivata poche ore prima dell'assemblea provinciale del partito che ha avuto un esito quasi “bulgaro”. Su una sessantina di partecipanti, in 3 hanno votato contro la proposta di abolire gli incentivi (Mario Lazzari, Stefano Corradetti e Anna Maria Di Odoardo), mentre in 3 si sono astenuti (Antonio Canzian, Pietro Colonnella e Mauro Pesarini). Il documento finale approvato contiene tre “indirizzi” che saranno adesso girati a Rossi. «Innanzitutto dice il segretario provinciale del Pd Mauro Gionni non dobbiamo penalizzare in alcun modo i lavoratori che andranno a Fermo offrendo loro servizi adeguati con mezzi pubblici a ciò espressamente finalizzati anche con una certa flessibilità orari. In secondo luogo, accantonando definitivamente ogni previsione di indennità, tantomeno l’una tantum, nell'ambito delle previsioni già esistenti nel bilancio potranno essere utilizzati i fondi previsti per i premi progettuali da distribuire tra le varie categorie di lavoratori. In terzo luogo, comunque, non ci dovrà essere alcun costo, per tutto questo, per la nuova Provincia di Ascoli poiché questo, unitamente alla destinazione di beni immobili, qualunque sarà il loro numero ed ammontare, ingesserebbe completamente il bilancio e quindi l'operatività dell'ente. Ciò anche per la incertezza delle previsioni future delle due piante organiche. Al presidente conclude Gionni chiediamo quindi di farsi carico di questi tre indirizzi politici in una diversa proposta da portare in discussione nelle competenti sedi».

8 gennaio 2009
Luigi De Angelis:"Con la riforma Gelmini quattro docenti in meno"

Il candidato sindaco del Partito Democratico di Folignano fa notare gli effetti negativi che la riforma avrà sul mondo scolastico del comune.

LUIGI DE ANGELIS«I primi effetti della controriforma Tremonti-Gelmini si cominciano a far sentire. Nella scuola elementare di Villa Pigna, secondo i primi calcoli effettuati dalla direzione, dovremmo avere una perdita di almeno quattro insegnanti già a partire dal prossimo anno scolastico. Ciò, oltre all’aspetto occupazionale, per nulla chiarito dai regolamenti attuativi, comporterà un grave sconvolgimento in un’organizzazione scolastica che nel corso degli anni aveva trovato un suo proficuo assetto, con conseguenze negative sotto l’aspetto della professionalità del corpo docente e della continuità didattica» afferma Luigi De Angelis, candidato sindaco del Partito Democratico al comune di Folignano.
«Un altro effetto lo avremo dalla riorganizzazione della rete scolastica: l’Istituto comprensivo di Folignano capoluogo verrà assorbito da quello di Villa Pigna che avrà quattro scuole dell’Infanzia, quattro scuole Elementari, due scuole medie nei Comuni di Folignano e Maltignano, con un’utenza di circa 1.300 alunni. Credo che, a meno non venga rivista la posizione di Maltignano, ciò porterà ad un mostro scolastico di difficile gestione per la complessità derivante dai numeri e da un territorio molto variegato, con ricadute negative sui bambini, genitori, docenti e personale Ata».
«Prendo spunto da questa nuda e cruda analisi - prosegue De Angelis - dei dati per ribadire quanto più volte espresso nelle più svariate sedi e in opposizione all’amministrazione di centrodestra: il Partito Democratico considera assolutamente irrinunciabile la realizzazione di una nuova struttura per la scuola dell’Infanzia e Elementare a Folignano capoluogo. I temi legati all’istruzione pubblica avranno un posto prioritario nel programma che presto presenteremo e la nuova scuola ne sarà il punto qualificante».

7 gennaio 2009
Dispositivo approvato dall'assemblea nazionale dei Giovani Democratici
Rendiamo noto il dispositivo approvato dall'assemblea nazionale dei giovani democratici a Roma lo scorso 20 dicembre

L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI TENUTO CONTO

dei risultati delle elezioni primarie del 21 novembre, dell'esigenza di procedere nella modalità più rapida possibile alla costituzione dell'organizzazione, della necessità di rispondere in maniera rapida ai ragazzi che hanno partecipato al voto per eleggere Segretario nazionale ed assemblee territoriali,

DISPONE CHE

le assemblee regionali dei giovani democratici si svolgano entro e non oltre 31 gennaio 2009, in data individuata dai Comitati promotori regionali, con il compito di eleggere in assemblea, come previsto dal regolamento delle primarie, il segretario regionale. Il segretario regionale viene votato dagli eletti all’assemblea regionale.

CHIEDE

ai comitati promotori provinciali di individuare le date in cui riunire le assemblee provinciali dei giovani democratici, composte dai membri dell'assemblea regionale e nazionale di ciascuna provincia. Le assemblee provinciali dovranno svolgersi entro e non oltre il 28 febbraio 2009.
A tali assemblee, qualora composte da dieci o più delegati, sta il compito di eleggere i segretari provinciali . Nel caso le assemblee siano composte da meno di dieci delegati, l'elezione dei segretari provinciali, in modalità provvisoria, va convalidata dall'assemblea dei votanti del 21 novembre, da riunirsi entro 60 giorni dall’elezione del segretario provvisorio. Il percorso costituente della Federazione provinciale di Palermo sarà normato da apposito regolamento proposto dal Segretario nazionale.



DISPOSITIVO PER L’ELEZIONE DELLA DIREZIONE NAZIONALE

L’Assemblea nazionale dei Giovani democratici

TENUTO CONTO

della necessità, prevista dal regolamento per le primarie del 21 novembre, di dotarsi di una Direzione nazionale,

NEL RISPETTO

dei criteri di pluralismo di cui la Direzione nazionale deve dotarsi

DELIBERA CHE

la Direzione nazionale dei Giovani democratici verrà composta in totale da 140 membri. Fanno parte di diritto della direzione nazionale i candidati a segretario alle primarie del 21 novembre, i Segretari regionali ed i Segretari delle aree metropolitane (Milano, Torino, Genova, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Palermo), i segretari di Trento e Bolzano, i Deputati che aderiscono all‘organizzazione giovanile, l’esecutivo nazionale.
I membri donna della Direzione nazionale della quota elettiva devono essere di pari numero rispetto agli uomini.

70 dei membri della Direzione nazionale saranno eletti dalle assemblee regionali convocate entro il 31 gennaio 2009. La quota di ciascuna regione è assegnata al 50% secondo la presenza di ciascuna delegazione regionale all’interno dell’Assemblea nazionale, al 50% secondo il numero di votanti di ciascuna regione alle elezioni primarie del 21 novembre certificato dal Dipartimento organizzazione del Partito democratico.

I restanti 70 membri della Direzione nazionale saranno eletti dall’Assemblea nazionale in seconda convocazione, su proposta di una commissione elettorale. Tale commissione è composta dal segretario nazionale e da un membro per regione indicato dall'assemblea regionale.
Qualora un membro della direzione dovesse decadere il regionale di appartenenza provvede alla sua sostituzione. Nel caso in cui un membro della direzione passi dalla quota elettiva alla quota di diritto il suo territorio di appartenenza provvede alla nomina di un nuovo membro.
6 gennaio 2009
Per la pace

immagine documento “Quello che sta avvenendo in queste ore in Medio Oriente è estremamente grave: c’è il rischio di una pesante radicalizzazione della situazione con conseguenze drammatiche per la stabilità e la sicurezza della regione oltre che per il gran numero di vite umane già travolte o messe a rischio”. Il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, commenta così la drammatica situazione che ha trovato il suo palcoscenico nella Striscia di Gaza.

“Siamo davanti alla conclusione fallimentare della strategia di chi, come l’attuale amministrazione Usa, riteneva che le crisi non vadano affrontate con le armi della politica bensì con la politica della forza. - continua il segretario dei democratici - Una strategia lontana da quella praticata dalle amministrazioni democratiche americane che si era concretizzata in iniziative di pace come Camp David. L’obiettivo rimane quello di una risoluta lotta al terrorismo, che è stato in tutti questi anni una minaccia alla sicurezza dello stato e dei cittadini di Israele, e questo obiettivo passa attraverso il difficile ma necessario reciproco pieno riconoscimento. Chiediamo che l’Italia si muova per un immediato cessate il fuoco, facciamo appello per un immeditato aiuto umanitario alle popolazioni civili duramente colpite, chiediamo che la parola torni all’iniziativa politica. Per questo è anche fondamentale un ruolo attivo sulla scena politico diplomatico degli organismi internazionali e dell’Europa, che però oggi, in una situazione tanto drammatica e delicata,
appare divisa e incerta”.

Veltroni poi attacca la posizione del governo italiano in merito alla vicenda e la definisce “inadeguata” alla drammaticità e all'urgenza imposta dalla crisi in Medio Oriente. “Frattini aveva annunciato, solo pochi giorni fa, di aver ricevuto assicurazioni che non vi sarebbe stata una offensiva di terra a Gaza e in queste ore ora viene smentito. Lo stesso ministro degli Esteri aveva parlato di una iniziativa congiunta italo-francese senza che alle parole seguissero i fatti”. Oggi, il ministro Frattini ha cercato di difendere la posizione espressa il 30 dicembre davanti alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato, addebitando l'errore di valutazione a Israele, convinta di poter annientare le basi missilistiche di Hamas con i bombardamenti aerei ed evitare così l'attacco via terra.

Sulle “ipotesi”, peraltro sbagliate, del ministro Frattini, è meglio far prevalere i fatti. “L’Europa e l’Italia - dice ancora Veltroni - debbono ritrovare una forte presenza e iniziativa sulla scena mediorientale e come due anni fa in Libano assuma concrete iniziative che consentano di ottenere la tregua, di garantirne il rispetto. Questo con l’obiettivo di ricostruire le condizioni trovare una soluzione dei conflitti basata sul riconoscimento dei diritti dei due popoli.
Nessuno può pensare di affrontare la crisi usando la forza piuttosto che non attraverso una chiamata all’impegno degli organismi internazionali”.

L'urgenza di un'iniziativa Europea e di una “sveglia” per quella italiana è stata più volte sottolineata anche da Piero Fassino, ministro degli Esteri del governo ombra del PD. “Come due anni fa in Libano, sia l’Unione Europea ad agire subito per ottenere la sospensione immediata del conflitto, dichiarando la disponibilità anche a inviare gli osservatori e le forze necessarie a garantire il rispetto della tregua da parte di tutti”.

“E ottenuta la tregua – ha aggiunto Fassino – si lavori subito alla convocazione di una Conferenza internazionale di pace che faccia uscire il Medio Oriente dal buco nero della guerra della guerra e dell’odio”.

“Chiediamo al governo italiano – ha ribadito il ministro ombra, intervenendo anche
in un'intervista su l'Unità – di non limitarsi a dichiarazioni formali o a generici quanto inutili auspici, ma di assumere in tutte le sedi internazionali iniziative immediate e concrete, utili a spegnere l’incendio che sta nuovamente bruciando in Medio Oriente”.

Dunque, come ha sottolineato anche Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico, è inutile che il governo si affanni tanto a criticare Veltroni per aver giustamente segnalato una debolezza e una incertezza dell’Ue e in particolare dell’Italia. “E’ il momento di smetterla – replica Orlando alle escandescenze della maggioranza - e di dedicarsi seriamente alla ricerca di una soluzione politica alla crisi di Gaza e di ottenere nel tempo più breve possibile una tregua: nuovi morti, nuovi combattimenti non aiutano il processo di pace”.

Per questo il Pd si sta mobilitando per tentare di dare il proprio contributo per il raggiungimento di una tregua. Pierluigi Bersani ha incontrato a Ramallah, nella tarda serata di sabato 3 gennaio, il consigliere politico del presidente dell’Anp Abu Mazen, Nemer Ammad. “Ho ascoltato parole molte forti di condanna per l’intervento israeliano” , ha sottolineato Bersani al termine dell’incontro con Nemer Ammad, avvenuto nelle stesse ore in cui partiva l’intervento di terra dell’esercito israeliano e nel quale il parlamentare del PD ha ribadito le posizioni espresse più volte in questi giorni dai dirigenti del partito, “In particolare, ho percepito la radicata e sincera convinzione dell’autorità palestinese intorno a tre punti fondamentali: senza l’accordo di pace ogni battaglia, anche la più sanguinosa, può solo prolungare la guerra senza mai concluderla; non si tratta solo di Gaza, anche la Cisgiordania alla lunga non reggerà la tensione; la politica israeliana sta distruggendo il ruolo e il prestigio dei moderati e questo provocherà non solo in Palestina ma in tutto il Medio Oriente l’espansione a macchia d’olio del radicalismo e dell’integralismo. Queste le convinzioni dell’autorità palestinese che si prepara, mi pare senza
troppa fiducia, agli appuntamenti delle prossime ore alle nazioni Unite e con i diversi esponenti europei. Dagli incontri di questi giorni l’iniziativa israeliana appare senza proporzione alcuna e con obiettivi ancora non decifrabili”.

“Bisogna- conclude Bersani, in questo momento a Gerusalemme insieme a una delegazione delle istituzioni locali di Padova in visita in questi giorni in Medio Oriente per una serie di incontri di carattere culturale ed economico, con autorità civili, religiose e con associazioni umanitarie - che la comunità internazionale trovi la chiave per fermare la guerra, che l’Europa faccia meglio e con più forza la sua parte e che l’Italia si metta nel gruppo di testa e non i coda all’iniziativa europea”.

Tuttavia, per ora, l'unica certezza sul futuro della crisi è il sangue che continua a scorrere sulle terre martoriate dagli attacchi. All'inizio dell'ottavo giorno dell'operazione “Piombo fuso”, sabato 3 gennaio, i caccia israeliani hanno effettuato almeno 25 incursioni mentre, nel pomeriggio, sono iniziano i tiri dell'artiglieria. In serata militari e blindati israeliani sono entrati a Gaza, accerchiandola. E' l'inizio della "seconda fase" dell'operazione. Alla richiesta di “cessate il fuoco” della Francia, si aggiunge anche quello dell'Inghilterra.  Un appello che anche il viceministro degli esteri russo Alexandre Saltanov , ha rivolto al presidente palestinese Abu Mazen, in un incontro avuto tra i due, e in cui Mazen ha ricordato che "la priorità assoluta in questo momento è la sospensione immediata e senza condizioni degli attacchi contro la Striscia di Gaza".
Dal sito del Pd

"Dove of peace", foto tratta dall'album Flickr di Maureen09

6 gennaio 2009
Il lavoro protetto e i senza lavoro

In questi giorni sulla stampa (Messaggero 3/1/08 e Corriere Adr. 4/1/08) vengono riportati due articoli in cui si parla della divisione della Provincia e di "meccanismi incentivanti " ( circa 20.000 euro a dipendente) per coloro che dovessero essere spostati a Fermo. Fortunatamente il PD ha preso una posizione ufficiale sull'argomento, che merita di essere supportata sia nelle valutazioni che negli obiettivi. Siamo infatti arrivati al paradosso, dopo le stabilizzazioni ( di personale fatto entrare in Provincia da chi? e per quale motivo non altri? e non concorsi aperti a tutti ?) eccoci giunti alla tutela dei tutelati. La proposta del PD parla di destinare tali somme (850.000 €uro) a rimpinguare il donfo per i work experience, e come non essere d'accordo? Di questi tempi il rischio è la "guerra tra poveri" , ma come non distinguere tra la esigenza di garantire diritti costituzionali e concedere privilegi a pochi che però hanno il vantaggio di essere organizzati. Sicuramente la politica deve scegliere e la posizione del PD va in questo senso e speriamo che riescano a mantenerla, senza cedere ai ricatti di quelle parti di società che stanno consumando il futuro delle generazioni prossime (ambiente, economia, diritti). Ma su questo tema un intervento dei Giovani sarebbe utile, contribuire al dibattito, considerando che il silenzio dei singoli (migliaia) disorganizzati passi per disinteresse/abulia e quindi prevalgano gli egoismi degli organizzati.
Buon anno giovani compagni e amici.

Emidio Albanesi

p.s. Nel 1977 eravamo organizzati nella lega disoccupati, ma questo è prestoria.

4 gennaio 2009
Incentivi a chi si trasferisce a Fermo. No del Pd a Rossi

Il segretario provinciale dei Democratici Mauro Gionni chiede di destinare gli 850 mila euro ai lavoratori che perdono il lavoro

di Renato Pierantozzi, il Messaggero

Aria di crisi in Provincia. Ieri mattina, il Pd provinciale al completo (il segretario Mauro Gionni, il capogruppo Lucio Ventura, i consiglieri Stefano Stracci e Remo Bruni, il vice presidente Emidio Mandozzi, gli assessori Ubaldo Maroni e Antonio Canzian, i coordinatori comunali Valentina Bellini e Felice Gregori e i sindaci Lucio D'Angelo e Paolo D'Erasmo) ha chiesto ufficialmente un incontro al presidente Massimo Rossi e ai sindacati sul tema degli incentivi (da 20mila euro) previsti per i dipendenti da trasferire a Fermo. In totale si parla di una cifra intorno agli 850mila euro per 35 lavoratori senza contare quelli per i dirigenti con il conto finale destinato ad arrivare ad 1,2 milioni: «Destiniamola ai lavoratori in mobilità e alle work experience per i giovani diplomati e laureati», è questa la "controproposta" dei Democratici. «Non vogliamo imporre nessun diktat -dice il segretario Mauro Gionni- o perdere tempo. Ma credo che i cittadini, quelli senza lavoro o quelli che ogni giorno vanno a lavorare lontano dal luogo di residenza, non capirebbero simili incentivi. Siamo invece favorevoli ai rimborsi per le spese di viaggio e di trasferta per chi verrà trasferito. Chiediamo quindi di poter discutere con Rossi e i sindacati visto che la proposta sul personale è stata data agli assessori il 30 dicembre e già lunedì (domani, ndr) in giunta si vuole approvare un bilancio dove è previsto il fondo per gli incentivi». Gionni e il capogruppo Lucio Ventura appaiono dialoganti, ma da quello che traspare, sul "niet" al bonus per i trasferimenti la posizione del Pd sarà inamovibile. «Chiederò il rinvio -dice il vice presidente Emidio Mandozzi- in attesa del confronto con i sindacati, i lavoratori e i consiglieri provinciali che non hanno ricevuto la proposta. In questo momento di drammatica crisi occupazionale, è necessario un nuovo patto di solidarietà senza aprire conflitti generazionali. Posso citare il caso della Novico dove la cassa integrazione riguarderà tutti gli 80 dipendenti che lavoreranno 15 giorni al mese e non solamente le 40 unità previste all'inizio». «Sono favorevole a stanziare i soldi per gli incentivi a favore delle work experience», dice l'assessore provinciale, Ubaldo Maroni. Anche il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Lucio Ventura fissa "paletti" precisi. «Non credo che sia opportuno "incentivare" anche i dipendenti recentemente stabilizzati -dice- mentre siamo favorevoli alle indennità di viaggio anche con bus dedicati ai lavoratori. Detto questo, il fondo da 850.000 da stanziare per gli incentivi dovrà essere destinato ai lavoratori vittime della crisi economica nei modi e nelle forme che concorderemo con il presidente e i sindacati». Sulla necessità di una pausa di riflessione concorda anche l'assessore provinciale Antonio Canzian che dal 30 novembre scorso è anche il candidato sindaco del Pd al Comune di Ascoli. «Quello del personale -dice Canzian- è un tema molto delicato perché si tratta di persone e non di immobili. Evitiamo quindi una "guerra tra poveri" affrontando e risolvendo le problematiche attuali. Per questo, ritengo che ci sia la necessità di una breve pausa di riflessione per confrontarsi sulla proposta in atto e per far comprendere a tutti anche i passaggi "discutibili" sugli incentivi. Serve un confronto pacato per arrivare a soluzioni finali che tutelino i lavoratori, il sindacato nell'ottica di una sostenibilità del provvedimento per l'interesse generale. In un clima disteso si potrà arrivare ad una soluzione equa».

2 gennaio 2009
Cassintegrati, niente bonus dall'Arengo

dal Messaggero
Decisione presa all'ultimo consiglio. L'opposizione accusa: "Preferite le strade ai lavoratori"

Eppure le buone intenzioni c’erano tutte. Dopo la Provincia anche l’Arengo aveva deciso di dare una mano a tutti quei lavoratori senza più certezze economiche a causa della perdita del posto. L’assessore Viscione aveva messo al lavoro i dirigenti comunali anche nella Vigilia di Natale con l’intento di procedere all’iniziativa, ma il dietro-front è arrivato nel Consiglio del 31 dicembre dell’anno ormai alle spalle. «L’attuale maggioranza arriva all’ultimo secondo utile dell’anno, in seconda convocazione, per dividersi oltre un milione e 200 mila euro per risistemare strade urbane e marciapiedi, e tale scelta è stata considerata dal PdL altamente prioritaria e fondamentale per la città e per il bene degli ascolani -dicono in coro i capigruppo consiliari del Centrosinistra Procaccini, Regnicoli, Mascetti e Catalucci-. Strano, in un momento così difficile per l’economia del territorio, per la piccola e media industria ascolana, per il commercio, per le migliaia di lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro e le migliaia di famiglie che si sono visti dimezzati i loro redditi, pensavamo che la sensibilità e l’attenzione di qualsiasi amministratore pubblico dovevano consigliare a destinare le risorse economiche verso i veri fabbisogni e esigenze delle famiglie, dei disoccupati, dei pensionati e delle imprese». Per l’opposizione il Centrodestra ha fatto esattamente il contrario: «Hanno privilegiato -continuano i quattro esponenti politici- la divisione di questo tesoretto per le strade e i marciapiedi: evidentemente in una logica aberrante di campagna elettorale già avviata e per un mero riscontro di consenso popolare da ottenere con queste operazioni molto discutibili». Una domanda, a questo punto, è sorta spontanea: dove è finita la buona intenzione dell’assessore Viscione di individuare un fondo speciale per erogare un contributo una tantum in favore dei cassaintegrati e dei lavoratori in mobilità?
«In Consiglio lunedì scorso avevamo dato il nostro assenso a tale operazione -proseguono i capigruppo-, lodando la proposta dell’assessore al Bilancio. Ma all’improvviso questa buona intenzione è sparita ed è stata derubricata tanto che la giunta (svoltasi martedì 30 dicembre, ndr) non è riuscita ad approvare la proposta di bilancio di previsione 2009 proprio su questo punto, per veti incrociati ed imboscate sotterranee tra alleati. E così tutto è stato rinviato a data da destinarsi». E nel frattempo la vertenza che sta tenendo centinaia di famiglie con il fiato sospeso, quella della Ahlstrom, torna alla ribalta con tutta la sua drammatucità. Le organizzazioni sindacali, infatti, dopo le lettere di licenziamento hanno annunciato per lunedì 5 un presideio davanti ai cancelli della fabbrica a partire dalle 9,30.

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