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11 gennaio 2009
Crisi, l'appello di Mandozzi

"Sento di lanciare un appello a tutte le amministrazioni locali affinché, nella predisposizione dei propri bilanci di previsione, possano inserire l'opportunità di alleviare i costi delle famiglie colpite dalla crisi"

Partendo dalla convinzione che in un periodo di crisi accentuata come quello attraversato dal Piceno, tutti debbono fare la loro parte per cercare di aiutare quanti si trovano in difficoltà (e sono veramente molti), in primis lavoratori che hanno subito il dramma della perdita del posto di lavoro o che sono attualmente in cassa integrazione e che vedono il proprio futuro occupazionale con la lente dell’incertezza, sento di lanciare un appello a tutte le amministrazioni locali affinché, nella predisposizione dei propri bilanci di previsione, possano inserire l’opportunità di alleviare i costi delle famiglie colpite dalla crisi.
Mi riferisco in modo particolare, e di ciò ne ho già parlato con alcuni amministratori comunali del comprensorio piceno come ad esempio San Benedetto, Ripatransone e Spinetoli (che mi hanno confortato sull’utilità dell’iniziativa e che si sono detti in linea di principio d’accordo), alla possibilità di poter tagliare per un anno i costi di alcuni servizi scolastici alle famiglie con figli in età scolare. Servizi riferiti ad esempio alle rette di mense e trasporto scolastico, così come si potrebbe pensare di decurtare il costo delle rette mensili degli asili nido.
Così facendo, tante famiglie potrebbero vedere alleggerirsi, seppur di poco (considerando che il costo mensa di un mese per un figlio si aggira intorno ai 50 euro), la gravità della sussistenza economica. Anche questa è solidarietà, anche questo è un modo per far sentire meno soli quanti si trovano in momentanea difficoltà economica. Anche questo significa mettere in campo una politica attenta al sociale, di sostegno al reddito familiare.
Un segnale di solidarietà e, insieme, di grande forza di coesione sociale nonché di civiltà. Ovviamente il mio appello è rivolto a tutte le amministrazioni comunali, di centro-destra come di centro-sinistra, perché la crisi non ha colore politico così come i bisogni e le esigenze delle famiglie. Esempi concreti ci arrivano dallo stesso mondo del lavoro, dove sono gli stessi lavoratori i primi a rendersi utili e partecipi verso colleghi più sfortunati. Qualche esempio?
Alla Novico di Ascoli, azienda in difficoltà, grazie ad un accordo tra proprietà, sindacato e assessori al Lavoro della Provincia e della Regione, i lavoratori hanno accettato di lavorare tutti un po’ meno – 15 giorni al mese intervallati da 15 giorni di cassa integrazione -, per fare in modo di spalmare l’ammortizzatore sociale su una base più ampia senza gravare solo su una parte della forza lavoro.
Così come in questi giorni sta accadendo alla Meka2000 di Grottammare, fabbrica del gruppo Cossiri, dove la Rsu ed i sindacati hanno ovviato alla richiesta di una proroga per un altro anno di Cig, introducendo i contratti di solidarietà. Una riduzione dell’orario di lavoro pagata dagli stessi lavoratori, per far lavorare tutti. Altro che guerra tra poveri! I lavoratori hanno da sempre nel loro Dna il dono dell’equità e della giustizia sociale. Tutti i lavoratori e non solo quelli con qualche tessera in tasca e che per loro fortuna occupano posti non toccati dalla crisi in atto.
Tornando al mio appello, i Centri per l’Impiego della Provincia possono già mettere a disposizione dei Comuni gli elenchi di quanti sono in mobilità, mentre per quanti usufruiscono della cassa integrazione, gli elenchi debbono essere richiesti all’Inps.

Emidio Mandozzi
Vice Presidente della Provincia di Ascoli Piceno e Assessore alla Formazione Professionale e Politiche Attive del Lavoro

6 gennaio 2009
Il lavoro protetto e i senza lavoro

In questi giorni sulla stampa (Messaggero 3/1/08 e Corriere Adr. 4/1/08) vengono riportati due articoli in cui si parla della divisione della Provincia e di "meccanismi incentivanti " ( circa 20.000 euro a dipendente) per coloro che dovessero essere spostati a Fermo. Fortunatamente il PD ha preso una posizione ufficiale sull'argomento, che merita di essere supportata sia nelle valutazioni che negli obiettivi. Siamo infatti arrivati al paradosso, dopo le stabilizzazioni ( di personale fatto entrare in Provincia da chi? e per quale motivo non altri? e non concorsi aperti a tutti ?) eccoci giunti alla tutela dei tutelati. La proposta del PD parla di destinare tali somme (850.000 €uro) a rimpinguare il donfo per i work experience, e come non essere d'accordo? Di questi tempi il rischio è la "guerra tra poveri" , ma come non distinguere tra la esigenza di garantire diritti costituzionali e concedere privilegi a pochi che però hanno il vantaggio di essere organizzati. Sicuramente la politica deve scegliere e la posizione del PD va in questo senso e speriamo che riescano a mantenerla, senza cedere ai ricatti di quelle parti di società che stanno consumando il futuro delle generazioni prossime (ambiente, economia, diritti). Ma su questo tema un intervento dei Giovani sarebbe utile, contribuire al dibattito, considerando che il silenzio dei singoli (migliaia) disorganizzati passi per disinteresse/abulia e quindi prevalgano gli egoismi degli organizzati.
Buon anno giovani compagni e amici.

Emidio Albanesi

p.s. Nel 1977 eravamo organizzati nella lega disoccupati, ma questo è prestoria.

4 gennaio 2009
Incentivi a chi si trasferisce a Fermo. No del Pd a Rossi

Il segretario provinciale dei Democratici Mauro Gionni chiede di destinare gli 850 mila euro ai lavoratori che perdono il lavoro

di Renato Pierantozzi, il Messaggero

Aria di crisi in Provincia. Ieri mattina, il Pd provinciale al completo (il segretario Mauro Gionni, il capogruppo Lucio Ventura, i consiglieri Stefano Stracci e Remo Bruni, il vice presidente Emidio Mandozzi, gli assessori Ubaldo Maroni e Antonio Canzian, i coordinatori comunali Valentina Bellini e Felice Gregori e i sindaci Lucio D'Angelo e Paolo D'Erasmo) ha chiesto ufficialmente un incontro al presidente Massimo Rossi e ai sindacati sul tema degli incentivi (da 20mila euro) previsti per i dipendenti da trasferire a Fermo. In totale si parla di una cifra intorno agli 850mila euro per 35 lavoratori senza contare quelli per i dirigenti con il conto finale destinato ad arrivare ad 1,2 milioni: «Destiniamola ai lavoratori in mobilità e alle work experience per i giovani diplomati e laureati», è questa la "controproposta" dei Democratici. «Non vogliamo imporre nessun diktat -dice il segretario Mauro Gionni- o perdere tempo. Ma credo che i cittadini, quelli senza lavoro o quelli che ogni giorno vanno a lavorare lontano dal luogo di residenza, non capirebbero simili incentivi. Siamo invece favorevoli ai rimborsi per le spese di viaggio e di trasferta per chi verrà trasferito. Chiediamo quindi di poter discutere con Rossi e i sindacati visto che la proposta sul personale è stata data agli assessori il 30 dicembre e già lunedì (domani, ndr) in giunta si vuole approvare un bilancio dove è previsto il fondo per gli incentivi». Gionni e il capogruppo Lucio Ventura appaiono dialoganti, ma da quello che traspare, sul "niet" al bonus per i trasferimenti la posizione del Pd sarà inamovibile. «Chiederò il rinvio -dice il vice presidente Emidio Mandozzi- in attesa del confronto con i sindacati, i lavoratori e i consiglieri provinciali che non hanno ricevuto la proposta. In questo momento di drammatica crisi occupazionale, è necessario un nuovo patto di solidarietà senza aprire conflitti generazionali. Posso citare il caso della Novico dove la cassa integrazione riguarderà tutti gli 80 dipendenti che lavoreranno 15 giorni al mese e non solamente le 40 unità previste all'inizio». «Sono favorevole a stanziare i soldi per gli incentivi a favore delle work experience», dice l'assessore provinciale, Ubaldo Maroni. Anche il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Lucio Ventura fissa "paletti" precisi. «Non credo che sia opportuno "incentivare" anche i dipendenti recentemente stabilizzati -dice- mentre siamo favorevoli alle indennità di viaggio anche con bus dedicati ai lavoratori. Detto questo, il fondo da 850.000 da stanziare per gli incentivi dovrà essere destinato ai lavoratori vittime della crisi economica nei modi e nelle forme che concorderemo con il presidente e i sindacati». Sulla necessità di una pausa di riflessione concorda anche l'assessore provinciale Antonio Canzian che dal 30 novembre scorso è anche il candidato sindaco del Pd al Comune di Ascoli. «Quello del personale -dice Canzian- è un tema molto delicato perché si tratta di persone e non di immobili. Evitiamo quindi una "guerra tra poveri" affrontando e risolvendo le problematiche attuali. Per questo, ritengo che ci sia la necessità di una breve pausa di riflessione per confrontarsi sulla proposta in atto e per far comprendere a tutti anche i passaggi "discutibili" sugli incentivi. Serve un confronto pacato per arrivare a soluzioni finali che tutelino i lavoratori, il sindacato nell'ottica di una sostenibilità del provvedimento per l'interesse generale. In un clima disteso si potrà arrivare ad una soluzione equa».

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